Manovra 2026: le misure che incidono su investimenti e lavoro nelle imprese

Manovra 2026: le misure che incidono su investimenti e lavoro nelle imprese

Incentivi alle assunzioni, iperammortamento, ZES, ZLS e Nuova Sabatini: cosa prevede la Manovra 2026 per le imprese e quali misure hanno effetti immediati.

La Legge di Bilancio 2026 interviene sul fronte delle imprese con un’impostazione di continuità rispetto agli ultimi anni, ma introduce anche alcuni cambiamenti che incidono in modo diretto sulle decisioni di investimento e di gestione del lavoro.

Il pacchetto di misure si concentra su due leve principali: incentivi alle assunzioni e sostegno agli investimenti produttivi. Accanto al rifinanziamento degli strumenti già noti, la Manovra modifica il disegno degli incentivi tecnologici e introduce una novità fiscale destinata ad avere effetti sulla liquidità aziendale.

Assunzioni: confermata la maxi-deduzione del costo del lavoro

Anche nel 2026 viene confermata la maxi-deduzione del costo del lavoro per le imprese che incrementano l’occupazione a tempo indeterminato. La deduzione resta pari al 120% del costo sostenuto per ciascun nuovo assunto e sale al 130% in presenza di lavoratori appartenenti a categorie prioritarie.

Quando spetta l’agevolazione

La maxi-deduzione è riconosciuta solo in presenza di un incremento occupazionale netto, calcolato confrontando il numero medio dei dipendenti dell’anno con quello del periodo precedente. Non è sufficiente sostituire personale cessato.

Restano inoltre necessari:

  • contratti di lavoro a tempo indeterminato;
  • rispetto delle norme su sicurezza, contratti collettivi e regolarità contributiva;
  • assenza di operazioni elusive finalizzate esclusivamente all’ottenimento del beneficio.

Investimenti: ritorna l’iperammortamento

La Manovra 2026 reintroduce l’iperammortamento come strumento di incentivo agli investimenti, superando il sistema dei crediti d’imposta Transizione 4.0 e 5.0. L’impostazione è più selettiva e punta a sostenere investimenti con ricadute industriali stabili.

Quali investimenti rientrano

La maggiorazione riguarda i beni funzionali alla trasformazione digitale (finanziata con 240 milioni nel 2026, aumentata a 800 milioni nel 2027 e a 1,5 miliardi nel 2028). Lo sgravio vede un orizzonte operativo esteso fino al 30 settembre 2028.

L’agevolazione riguarda le imprese che operano in regime di reddito d’impresa e investono in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive situate in Italia. I beni devono essere prodotti nell’Unione europea, secondo il vincolo “Made in EU”.

Rientrano nel perimetro:

  • macchinari e impianti per la produzione industriale;
  • beni ad alto contenuto tecnologico;
  • attrezzature funzionali all’ammodernamento delle linee produttive.

Sono esclusi i beni usati, quelli destinati alla rivendita e gli investimenti non direttamente collegati all’attività produttiva.

Effetti fiscali e cumulabilità

L’iperammortamento si traduce in una riduzione del reddito imponibile distribuita nel tempo, in base alle quote di ammortamento. La cumulabilità con altri incentivi è ammessa entro i limiti della normativa sugli aiuti di Stato e richiede una valutazione puntuale del coordinamento con misure territoriali e finanziarie.

ZES unica e ZLS: credito d’imposta sugli investimenti

Nel 2026 la ZES unica resta uno degli strumenti centrali per gli investimenti nel Mezzogiorno, con una dotazione complessiva superiore a 2,3 miliardi di euro e un orizzonte esteso fino al 2028.

Il credito d’imposta varia in base alla dimensione dell’impresa e alla localizzazione dell’investimento: fino al 60% per le piccole imprese, al 50% per le medie e al 40% per le grandi, nel rispetto dei limiti europei.

Accanto alla ZES unica restano operative le ZLS, rivolte a territori con forte vocazione logistica, con meccanismi simili ma perimetri territoriali più circoscritti.

Nuova Sabatini: rifinanziamento e conferme

La Manovra 2026 conferma la Nuova Sabatini come incentivo strutturale per le PMI, rifinanziando la misura e mantenendo il meccanismo del contributo in conto interessi.

Il finanziamento può arrivare fino a 4 milioni di euro, con durata massima di 5 anni. Il contributo è calcolato su un tasso convenzionale del 2,75% per gli investimenti ordinari e del 3,575% per quelli a maggiore contenuto tecnologico.

Ritenuta d’acconto nei rapporti B2B

Tra le novità fiscali della Manovra 2026 figura l’introduzione di una ritenuta d’acconto nei rapporti tra imprese. L’aliquota è fissata allo 0,5% nel primo anno e salirà all’1% dal 2029.

La ritenuta opera come anticipo d’imposta e ha un impatto diretto sulla liquidità aziendale, rendendo più rilevante la gestione dei crediti fiscali e delle compensazioni.

 

Fonte: PMI.it