Riforma fiscale: cambiano le tasse per il lavoro dipendente

Riforma fiscale: cambiano le tasse per il lavoro dipendente

Anticipazioni sulla Riforma IRPEF: aliquota e no tax area unifica, deduzione spese del reddito da lavoro dipendente, flat tax incrementale, fringe benefit.

La riforma fiscale cambia la tassazione dei compensi in natura, accorpa gradualmente le detrazioni e i crediti d’imposta per i redditi da lavoro dipendente (preservando al momento quelli più importanti) e riduce scaglioni e aliquote IRPEF in vista del passaggio all’aliquota unica. Infine, prevede fin da subito la flat tax incrementale, per detassare l’incremento reddituale rispetto ai periodi di imposta precedenti.

Vediamo esattamente cosa prevede la riforma IRPEF per il lavoro dipendente.

IRPEF: aliquota unica e no tax area uguale per tutti

La riforma IRPEF contenuta nell’articolo 5 del Ddl attualmente all’esame del Parlamento, prevede per tutte le tipologie di reddito l’equiparazione della no tax area, attualmente pari a:

  • 8.174 euro per il lavoro dipendente,
  • 8.500 euro per le pensioni,
  • 5.500 euro per il lavoro autonomo.

Come si legge nella relazione tecnica, si va verso «l’individuazione di un’unica fascia di esenzione fiscale e di un medesimo onere impositivo a prescindere dalle diverse categorie di reddito prodotto, privilegiando, in particolare, l’equiparazione tra i redditi di lavoro dipendente e i redditi di pensione».

Nuove deduzioni dal reddito da lavoro

Nell’ambito delle misure che riguardano i lavoratori, c’è la possibilità di deduzione dal reddito di lavoro dipendente e assimilato, anche in misura forfetizzata, delle spese sostenute per la sua produzione.

Si supera in questo modo una differenziazione nella determinazione dell’imponibile di ciascuna tipologia di reddito, allargando al lavoro dipendente e assimilato una possibilità già prevista per il lavoro autonomo (la deducibilità delle spese sostenute per la produzione del reddito).

Flat tax incrementale

C’ poi una sorta di flat tax incrementale per i lavoratori dipendenti, ovvero un «regime peculiare che agevoli l’incremento reddituale realizzato nel periodo d’imposta rispetto a quello precedente». Quindi un trattamento fiscale agevolato per la parte di reddito eccedente la soglia indicata nell’ultima dichiarazione.

Potenziamento fringe benefit

Infine, una «revisione e semplificazione delle disposizioni riguardanti le somme e i valori esclusi dalla formazione del reddito, con particolare riguardo ai limiti di non concorrenza al reddito previsti per l’assegnazione dei compensi in natura, salvaguardando le finalità della mobilità sostenibile, dell’implementazione della previdenza complementare, dell’efficientamento energetico, dell’assistenza sanitaria, della solidarietà sociale e della contribuzione agli enti bilaterali».

E’ sostanzialmente una revisione dei limiti su fringe benefit, beni e servizi che il datore di lavoro mette a disposizione dei propri dipendenti. Si pensa, par di capire, a un potenziamento di questi strumenti, con particolare riferimento ad alcuni ambiti, sopra indicati, ritenuti prioritari.

Redditi da lavoro dipendente: riforma IRPEF in pillole

Per riassumere, come tutti i contribuenti, anche i lavoratori dipendenti saranno coinvolti dal principio generale della riforma fiscale, che tende verso una flat tax per tutti, quindi verso un’aliquota fiscale unica, con il superamento dell’attuale sistema degli scaglioni. Quest’obiettivo sarà però raggiunto gradualmente, passando attraverso step intermedi (per esempio, la riduzione dagli attuali quattro a tre scaglioni). Pari trattamento anche per la no tax area, uguale per tutti e allineata con quella di pensionati e lavoratori autonomi (non ci sono ancora indicazioni su quale sarà il nuovo tetto, prevedibilmente il più alto dei tre attuali). Infine, misure  specifiche il lavoro dipendente, ovvero:

  • deduzione delle spese sostenute per la produzione del reddito;
  • flat tax incrementale sulla quota annua eccedente il reddito precedente;
  • nuove soglie per i fringe benefit, privilegiando mobilità sostenibile, previdenza complementare, efficientamento energetico, assistenza sanitaria, solidarietà sociale e contribuzione agli enti bilaterali.

Fonte: PMI.it