Fondo nuove competenze, come funziona

Fondo nuove competenze, come funziona

Istituito dal decreto Rilancio con una dotazione iniziale di 230 milioni di euro a valere sul Programma Operativo Nazionale SPAO 2014-2020, il Fondo nuove competenze è stato rifinanziato dal dl Agosto, con ulteriori 200 milioni di euro per l’anno 2020 e altri 300 milioni di euro per l’anno 2021. Per la formazione dei lavoratori c’è quindi un tesoretto di 730 milioni, che potrà essere incrementato con risorse messe a disposizione dalle Regioni, dai Programmi operativi nazionali e regionali (PON e POR) del Fondo sociale europeo (FSE) e dai Fondi paritetici interprofessionali, e che nelle intenzioni del precedente Governo avrebbe attinto anche ai fondi europei del Recovery Plan.

L’obiettivo dello strumento è permettere alle imprese di realizzare specifiche intese di rimodulazione dell’orario di lavoro per mutate esigenze organizzative e produttive dell’azienda, in base alle quali una parte dell’orario di lavoro viene usata per percorsi formativi.

Il Fondo nuove competenze copre gli oneri relativi alle ore di formazione, comprensivi dei relativi contributi previdenziali e assistenziali e, grazie alle modifiche introdotte dal decreto agosto, può essere utilizzato anche per favorire la realizzazione di percorsi di ricollocazione dei lavoratori.

La gestione è affidata all’ANPAL, che con il bando pubblicato il 4 novembre ha aperto i termini per la presentazione delle istanze.

A partire dal 18 gennaio imprese e datori di lavoro devono trasmettere le istanze di contributo attraverso il servizio Fondo nuove competenze, che consentirà di presentare online le domande e sostituirà il precedente invio tramite pec, che non darà più accesso alla procedura di valutazione. Il servizio sarà raggiungibile accedendo a MyANPAL, con le credeziali Spid, dal menu “Servizi attivi”.

Sempre dal 18 gennaio, l’Agenzia ha avviato l’erogazione dei contributi alle imprese già ammesse al sostegno del Fondo, in tutto 125, localizzate da Nord a Sud e attive nei settori più diversi, dalle telecomunicazioni alle infrastrutture, della meccatronica al manifatturiero, passando per agroalimentare, cultura e turismo.

In base a quanto anticipato dall’ANPAL, riceveranno i primi 70 milioni di euro, corrispondenti all’anticipazione del 70% del costo del lavoro del personale coinvolto nei percorsi di sviluppo delle competenze stabiliti in accordo con le associazioni sindacali. Si tratta di 53mila lavoratori, per un numero complessivo di ore di formazione di oltre 5 milioni.