Decreto Sicurezza: tutte le misure per famiglie, lavoro e imprese

Decreto Sicurezza: tutte le misure per famiglie, lavoro e imprese

Tutte le misure del Decreto Sicurezza 2026 su manifestazioni, scuola, trasporti, videosorveglianza, strada e attività economiche.

Il decreto Sicurezza è alle battute finali. In vigore dal 25 febbraio, ha incamerato aggiunte e modifiche durante il passaggio al Senato, che ora aspettano il voto finale alla Camera. La conversione in legge deve chiudersi entro il 25 aprile. Tra le misure, previsti fermo fino a 12 ore nelle manifestazioni, tutele penali più forti per chi lavora a scuola e nei trasporti, più risorse a Comuni e polizia locale, nuove regole per la strada e per la logistica urbana, fondi aggiuntivi per i beni confiscati e tutele per vittime e familiari.

Daspo urbano e fermo nelle manifestazioni

Rispetto al precedente decreto Sicurezza su imprese e legalità, nel nuovo provvedimento è previsto un potenziamento del DASPO urbano e dell’ordine di allontanamento, anche nelle nuove zone a vigilanza rafforzata individuate dal prefetto. Disposto anche l’accompagnamento coattivo negli uffici di polizia fino a 12 ore durante le manifestazioni, quando ci sono elementi di fatto che fanno ritenere concreto un pericolo per il loro svolgimento.

Per imprese, commercianti e famiglie il riflesso pratico è l’intervento nelle aree urbane considerate sensibili e un regime più severo nelle piazze e nei luoghi aperti al pubblico.

Scuola, treni e bus sotto tutela penale

Potenziando le attuali tutele contro le aggressioni al personale scolastico, in merito alle aggressioni a chi lavora nei servizi pubblici, il decreto estende la procedibilità d’ufficio ai casi di lesioni contro il personale impiegato nei servizi di trasporto pubblico e amplia il reato previsto dall’articolo 583-quater del Codice penale anche alle lesioni commesse contro docenti, dirigenti scolastici, personale ATA e personale ferroviario durante il lavoro o a causa delle loro funzioni. In questi casi è previsto anche l’arresto obbligatorio in flagranza.

Comuni, telecamere e polizia locale

Per i territori il pacchetto più concreto è quello dell’articolo 6. Il decreto rifinanzia con 19 milioni di euro anche per il 2026 l’installazione dei sistemi di videosorveglianza da parte dei Comuni, aumenta il Fondo per la sicurezza urbana e prevede incentivi per assunzioni a tempo determinato nella polizia locale e per il lavoro straordinario.

Nello stesso articolo cambia anche la disciplina dei parcheggiatori abusivi: alla recidiva la sanzione pecuniaria raddoppia; con impiego di minori o ulteriore reiterazione si passa all’arresto da otto mesi a un anno e sei mesi e all’ammenda da 3mila a 8mila euro.

Controlli stradali e  il trasporto valori

Sul fronte strada il decreto trasforma in reato la fuga dai controlli quando la condotta mette a rischio l’incolumità pubblica: la pena prevista va da sei mesi a cinque anni, con estensione dell’arresto in flagranza differita.

Lato impresa e logistica c’è poi una novità: i Comuni possono riservare spazi per le attività di carico e scarico merci anche ai veicoli adibiti al trasporto valori, con conseguente divieto di sosta nelle stesse aree. È una norma che riguarda in modo diretto distribuzione, commercio e gestione urbana delle consegne.

Beni confiscati e tutele per vittime e familiari

Il decreto aggiunge 2 milioni di euro al Fondo per la valorizzazione dei beni confiscati alle mafie e interviene sulla struttura che segue recupero e riutilizzo di questi asset. Per il lavoro, invece, la misura più concreta riguarda le vittime del dovere, del terrorismo, della criminalità organizzata e, in alcuni casi, del contagio da Covid-19 in ambito sanitario: le amministrazioni pubbliche devono definire programmi di assunzione quando c’è un’invalidità pari o superiore all’80%; se la vittima è deceduta, la tutela si estende ai familiari superstiti.

Per i familiari delle vittime del dovere si apre anche la possibilità di iscrizione negli elenchi del collocamento mirato. Il decreto riconosce inoltre fino a 24 ore annue di assenza dal lavoro per partecipare a iniziative pubbliche dedicate alla legalità e alla memoria delle vittime.

 

Fonte: PMI.it